
Da DREAMS, riflessione su sentimenti e scrittura
Palpitazioni, realtà sfumata. Emozioni prorompenti. Sogni a occhi aperti. Cos’altro accade quando ci si innamora?
Si cade come in un incantesimo, il più naturale e inarrestabile. Il sentimento dell’amore riporta l’anima al suo stato primordiale. Prima della nascita di costrutti e regole sociali, eravamo guidati da quello che si muove dentro di noi.
Proprio lì, tra ossa e viscere, naviga una presenza dai mille volti. Tocca quei punti irraggiungibili del corpo, scatena sensazioni che travolgono, spinge ad azioni talvolta definite “irrazionali”.
Non tutte le persone ritengono l’amore qualcosa di positivo, c’è chi non l’ha – ancora – incontrato, chi ne ha avuto abbastanza, chi non ne vuole più sapere.
E nonostante la natura incontrollabile dell’amore, anzi, dell’innamoramento, ciò che ci rende liberi è proprio la possibilità di scegliere.
La vera libertà, oggi, credo che stia nella ribellione.
Ribellarsi ai fantomatici costrutti sociali, ribellarsi alle aspettative costruite da altri, ribellarsi ai “dovrebbe essere così” e ai “dovresti fare così”.
E cosa resta se ci si ribella? Proprio quella, la presenza dai mille volti che si annida nella pancia. Da dove partono – o dovrebbero partire – le scelte.
Si ritorna a ciò che ci rende entità umane, irrazionali, meravigliose.
Ecco, quello che lo scrittore e regista Dag Johan Haugerud racconta in DREAMS attraverso la sua protagonista, Johanna.
DREAMS, il racconto del primo amore
DREAMS (LOVE SEX) fa parte della Trilogia delle Relazioni, tre film in Italia distribuiti da Wanted Cinema, che si impegna a indagare sull’amore, i rapporti e le relazioni moderne.
Questo primo capitolo – distribuito in Norvegia come ultimo – si concentra in particolare sulla scoperta del primo amore, che scatena un vero e proprio dialogo tra generazioni: figlia, madre e nonna.
Oltre a dare voce a tre personaggi femminili, il film è un meraviglioso viaggio attraverso i sentimenti, le esperienze e i pensieri di donne che si trovano in fasi diverse della loro vita. Eppure, accumunate dalle domande, da quel senso di mistero e dalla voglia di scavare nel terreno dei rapporti.
Quello che Johanna si ritrova a provare per la sua insegnante è qualcosa che la travolge da dentro a fuori. Le intacca i pensieri, i sogni, persino i movimenti del corpo. E tutto diventa sempre più profondo quando inizia a “frequentare” la casa della sua insegnante, in una serie di incontri dove domina una sensazione di confusione e speranza. Momenti di apparente intimità, che diventano eco nella mente di Johanna.
Ogni dettaglio, gesto o parola sussurrata, rallenta davanti agli occhi dell’amore. Diventa oggetto di fotografie, si insinua fin dentro la pancia. Trascinato dalla presenza dai mille volti, che lo custodisce come la sua ossessione più profonda.
La prorompenza di questo sentimento è tale che Johanna si immerge nell’unico mezzo in grado di contenerlo: la scrittura.
La scrittura, lo scrigno dei sentimenti
In DREAMS, Johanna confessa i suoi sentimenti alla scrittura. Le pagine scritte, per un certo periodo di tempo, rimangono le uniche testimoni delle riflessioni, delle emozioni e dei momenti passati insieme alla donna di cui la ragazza è innamorata.
Queste pagine, in seguito, saranno lette dalla mamma e dalla nonna. E da questa scoperta nascerà il confronto e il dialogo tra le tre.
In questa storia, e in molte altre, la scrittura diventa il contenitore delle emozioni più forti. Quasi impossibili da raccontare in altri modi.
La scrittura convoca l’anima, concede di tradurre in parole mute tutto quello che può attraversare la mente e il corpo. Anche qualcosa di tanto indescrivibile come l’innamoramento.
La presenza dai mille volti è la musa di ogni storia scritta.
E ogni storia scritta rende immortale quel sentimento, quei momenti, quella persona. E, con probabilità, dona loro un senso.
La Trilogia delle Relazioni, DREAMS LOVE SEX
I tre capitoli di questa trilogia rappresenta un dialogo continuo, scritto appunto, che riflette sui rapporti e si propone di rappresentarne sempre di nuovi. Con uno sguardo e una voce che insieme narrano una vera e propria poesia.
Le protagoniste sono le relazioni definite moderne. Anche se il “nuovo” modo di concepirle, in realtà si avvicina sempre di più a un passato. A un’origine. Al naturale.
Una dimensione in cui non esistono costrutti sociali, confini di genere, aspettative esterne. E dove ogni individuo è mosso e accompagnato da quello che nasce, cresce e persiste nella nostra pancia. Sentimenti, emozioni. La presenza dai mille volti.
